a+b Annalisa Dominoni Benedetto Quaquaro

TORRI

ceramica tra passato e futuro

La torre è il più forte segno dell’uomo sul territorio, quello che negli anni ha stimolato la sapienza costruttiva al punto da essere individuato dalle scritture come il mezzo scelto dai babilonesi per sfidare, con esiti nefasti, il cielo.

Sentinella, segnale, prigione di principesse, bersaglio di assedi o di scontri di civiltà.

Rappresentante principale dell’identità locale attorno alla quale si costituivano i villaggi, elemento silenzioso in fantascientifici panorami post-atomici, luogo di grande sapienza tecnica e di forti simboli visuali.

La torre è il concetto sul quale abbiamo deciso di lavorare per venire a capo del dualismo tra le nostre anime: passato e futuro che ricercano, ognuno per la sua parte, il proprio spazio nella nostra poetica.

L’obiettivo è quello di utilizzare forme e segni del post-futuro, che ci arrivano dalla passione per le astronavi e gli asteroidi, con una tra le più antiche modalità di espressione dell’uomo: la terracotta.

Lavorare con Tullio Mazzotti, in una casa ricca di tradizione dove gli anni futuristi della tensione verso lo spazio e la velocità hanno lasciato il segno, à stata la logica e necessaria scelta.

Vasi in terracotta grezza finita a cera d’api con dettagli smaltati.